Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento


Disturbi specifici dell'apprendimento

Negli ultimi anni vi è stata una crescente consapevolezza dei cosiddetti “DSA” ovvero i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Ma di cosa si tratta esattamente e, soprattutto, come si può intervenire?

I DSA

Iniziamo dicendo che i DSA sono dei disturbi psicologi riconosciuti a livello internazionale. Non c’è bisogno di preoccuparsi, il termine può fare paura ma non significa sia grave. Allo stesso modo non pensare che sia un‘etichetta che deve definire te o tuo figlio.

I DSA hanno quindi bisogno di essere diagnosticati da uno specialista che è uno psicologo che si occupa di disturbi dell’apprendimento (visita Psicoterapia Scientifica se cerchi uno psicologo). Per valutare la presenza di un DSA lo psicologo valuterà tre aspetti differenti:

  1. Il quoziente di intelligenza che deve indicare un funzionamento intellettivo nella norma.
  2. Un deficit nella prestazione scolastica, ovvero uno scarso rendimento a scuola.
  3. Delle prove specifiche pensate per valutare gli specifici DSA. Queste prove vengono valutate e vengono considerate positive (ovvero vi è la presenza del disturbo) quando il ragazzo svolge una prestazione che lo pone tra le 5 persone su 100 che hanno avuto un rendimento peggiore.

Quali sono i DSA?

Attualmente i DSA riconosciuti sono 5:

  • Dislessia; ovvero un disturbo che pregiudica la capacità di lettura.
  • Disgrafia; che pregiudica la scrittura. Solitamente emerge dalle insegnanti che lamentano il disordine del bambino.
  • Disortografia; che appare spesso assieme alla disgrafia e provoca altre tipologie di difficoltà associate alla scrittura.
  • Disturbo specifico della compitazione; associato a difficoltà nella suddivisione in sillabe.
  • Discalculia; un disturbo che affligge la capacità di fare calcoli.

DSA e BES

Da non confondere con i DSA sono i BES, ovvero Bisogni Educativi Speciali. I BES fanno riferimento a una categoria approvata dal MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) nel 2012 e che comprende gli alunni con disabilità, gli allievi con DSA e diagnosi simili e quelli che si trovano in situazioni svantaggiate per motivi socioculturali o linguistici (ad es., studenti stranieri).

Insomma i BES sono una categoria più eterogenea che comprende gli alunni che non hanno una diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento ma mostrano evidenti difficoltà allo studio.

E l’ADHD?

Un’altra diagnosi che si trova spesso citata e contribuisce alla confusione sull’argomento è quella di ADHD. ADHD è un acronimo che sta per deficit dell’attenzione e dell’iperattività e indica un disturbo dell’età evolutiva che può provocare difficoltà sia nello studio che nel comportamento in classe ma che non è un disturbo dell’apprendimento.

Legge 170/2010 per i DSA

La legge 170 del 2010 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia tra i disturbi specifici di apprendimento. Questa legge è importante perché permette l’intervento nelle scuole a favore dei bambini e dei ragazzi che soffrono di questi problemi.

Infatti tra le finalità della legge c’è quella di garantire il diritto all’istruzione riconoscendo che vi sono situazioni in cui la persona va aiutata per via di difficoltà che non dipendono dalla sua volontà o intelligenza.

La legge inoltre ha introdotto delle misure dette compensative e altre di tipo dispensative.

Le misure compensative prevedono l’utilizzo di strumenti e modalità didattiche che aiutino chi soffre di DSA negli aspetti in cui è deficitario. Ad esempio l’utilizzo di tabelle per i mesi, l’alfabeto, la tavola pitagorica ma anche l’utilizzo della calcolatrice, del registratore e la videoscrittura o la sintesi vocale.

Le norme dispensative invece esonerano il bambino dalle attività che lo penalizzerebbero come, ad esempio, la lettura ad alta voce, la scrittura sotto dettatura, l’uso del vocabolario e lo studio delle tabelline a memoria.

Per gli studenti che soffrono di un DSA certificato, viene predisposto un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo piano viene sviluppato dalla scuola e prevede quali misure compensative e dispensative vengano predisposte per il caso specifico.